Carenze nutrizionali associate alla dieta vegana. Acidi grassi polinsaturi omega-3

 

Le diete che non includono il consumo di pesce, uova o semi vegetali, generalmente sono carenti dell’apporto di acidi grassi a lunga catena della serie omega 3, ad esempio l’acido eicosapentaenoico (EPA; 20:5n−3) e docosaesaenoico (DHA; 22:6n−3), molto importanti per la salute cardiovascolare e per le funzioni cerebrali. L’acido α-linolenico (ALA; 18:3n−3) è un acido grasso della serie n-3 che deriva dalle piante e può essere convertito in EPA e DHA sebbene con una bassa efficienza. In confronto ai non vegetariani, i vegetariani e soprattutto i vegani, tendono ad avere concentrazioni ematiche di EPA e DHA minori. Tuttavia, i vegani possono ottenere DHA da supplementi a base di microalghe; mentre l’EPA può essere ottenuto dalla conversione di DHA nel corpo. L’olio che deriva dall’ alga bruna atlantica Kelp rappresenta un’ottima fonte di EPA, ma tale integratore è sconsigliato in caso di patologie della tiroide ed ipertensione. Al fine di rispettare l’intervallo di riferimento dei Larn per l’assunzione dei grassi saturi omega 3, i vegani dovrebbero considerare l’integrazione con supplementi. Tuttavia i supplementi di DHA anche se sono in grado si ridurre i livelli plasmatici di trigliceridi, possono innalzare i livelli di colesterolo totale e del colesterolo LDL ed indebolire il sistema immunitario.

 

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